EGNA_stemmaEgna – Neumarkt
I portici della città-mercato

Comune di EGNA / NEUMARKT
(Provincia di Bolzano)
Altitudine
m. 214 s.l.m.
Abitanti
5028 (800 nel borgo)

info turismo
Associazione Turistica Castelfeder, Piazza Principale, 5
Tel. 0471 810231
info@castelfeder.info | www.castelfeder.info
Comune di Egna, Largo Municipio 7 –  Tel. 0471 829111
www.comune.egna.bz.it

Lo spirito del luogo

EGNA_stemmaIl nome
Il nome risale alla mansio (stazione di posta) Endidae, piccolo insediamento di epoca romana posto sulla via Claudia Augusta. Nel 1018 il luogo è documentato come Enna, nel 1170 come Enn o Egna, e diventa Burgum novum de Egne nel 1189, quando viene fondato l’attuale assetto urbano dai principi-vescovi di Trento. Nel XIV secolo il centro mercantile prende il nome tedesco di Newenmarcht, da cui deriva l’attuale Neumarkt.

 

La storia
III sec. d.C., la località è già documentata in età romana nella mappa dell’Itinerarium Antonini.
1189, il centro urbano di Egna è fondato dal principe-vescovo di Trento, Corrado di Beseno; diventa importante nel Medioevo come luogo di passaggio dei traffici commerciali per via terrestre e fluviale.
1309, la concessione, da parte del sovrano reggente duca Ottone, del diritto di fermo e di deposito delle merci, favorisce lo sviluppo economico e urbanistico del borgo; il trasporto di merci e persone rende necessaria la costruzione di un magazzino (Ballhaus) per la sistemazione della mercanzia (Ballen); ne derivano occasioni di lavoro per artigiani e carrettieri, e il sorgere di alberghi e locande.
1395, il duca Alberto d’Austria concede a Egna lo stemma con la croce rossa in mezzo scudo bianco e la mezzaluna bianca in campo rosso; croce e luna sono successivamente invertite nella posizione attestata sin dallo stemma del 1412 nella chiesa parrocchiale, e tuttora in uso.
1494, durante il suo primo viaggio in Italia, Albrecht Dürer, in seguito a un’esondazione del fiume Adige, è costretto, per raggiungere Venezia, a deviare per Laghetti (frazione di Egna), salire a Pochi di Salorno e proseguire verso la Val di Cembra.
1769, il tredicenne Wolfgang Amadeus Mozart pernotta con suo padre Leopold nell’Albergo Corona, oggi non più esistente.
XVIII sec., Egna inizia a perdere importanza come centro di deposito e passaggio delle merci; il traffico commerciale si riduce al trasporto del legname della Val di Fiemme.
1946, con l’accordo De Gasperi-Gruber il Comune di Egna passa dalla Provincia autonoma di Trento a quella di Bolzano.

Ci sono passati Dürer e Mozart, a Egna e, anche se casuale, il loro passaggio rimane una decisa impronta per questo delizioso centro storico di origine medievale. Il principale centro culturale della Bassa Atesina, circondato dai vigneti e dagli alberi di mele della collina di Castelfeder, è stretto tra le rive dell’Adige e i boschi del Monte Corno, che è parco regionale: un fondovalle baciato dal sole, un angolo di sud che s’insinua nel territorio delle Dolomiti.
Edifici in stile veneziano, molti dei quali costruiti tra XV e XVII secolo, esibiscono i loro eleganti portici a ricordo della grandezza passata, quando nella strada-mercato, nei cortiletti interni e nelle residenze nobiliari (nelle segrete di uno di questi fu tenuto prigioniero per una notte l’eroe tirolese Andreas Hofer) si facevano affari grazie agli scambi commerciali tra Nord e Sud, in particolare con il trasporto del legname per via fluviale.

Sono i portici a rendere pittoresca – per usare un termine preromantico – l’antica città-mercato di Egna. Le abitazioni, allineate lungo la strada che fungeva, appunto, da mercato, sono dotate di portici, sotto i quali si svolgevano, e si svolgono tuttora, le attività commerciali e sociali. Arcate con volte a tutto sesto e ad arco acuto si susseguono, rivelando i mutamenti architettonici nel tempo. Lungo la via principale correva il Ritsch, un canale di scolo ricavato in blocchi di marmo bianco, nel quale defluivano le acque del Rio Trodena e quelle di sgrondo dei portici.
L’antica strada – mercato – i Portici inferiori – è caratterizzata dalle cosiddette «case a sala» (Saalhäuser), la cui facciata principale è porticata e rivolta verso la strada, mentre il cortile è retrostante e con costruzioni adibite al lavoro agricolo e commerciale e ai magazzini. Queste abitazioni sono spesso provviste di Erker, una specie di balcone chiuso che sporge dalla facciata per uno o più piani.
La centrale via Andreas Hofer, che incrocia la via dei Portici (Laubengasse), deve il suo nome al patriota altoatesino che nel 1809 guidò la sollevazione del Tirolo contro le truppe napoleoniche, e che a Egna fu rinchiuso in prigione prima di essere trasferito a Mantova per essere fucilato.
Il museo di Cultura Popolare, nato dalle collezioni della signora Anna Grandi Mueller, racconta la vita di una famiglia borghese tra il 1815 e il 1950 attraverso oggetti d’uso quotidiano e la ricostruzione fedele di ambienti domestici d’epoca. Il recente restauro ha fatto della Ballhaus la sede della biblioteca comunale in lingua tedesca (Bibliothek im Ballhaus).
Al protettore dei naviganti, San Nicolò, è dedicata la chiesa parrocchiale di origine romanica, a tre navate (in una vi sono affreschi dell’epoca raffiguranti i simboli dei quattro Evangelisti), con campanile del XII secolo. A sud del centro storico, affreschi e finestre ogivali sono solo ciò che rimane dell’ex chiesa di San Gallo, menzionata già nel 1202 con l’ospedale cui era annessa. Interessanti sono anche l’edificio che ospita il centro parrocchiale, restaurato nel 1993, e il palazzo Zenobio, acquistato dal conte Carlo Zenobio nel 1729 e dimora urbana dei conti che tennero il distretto giudiziario di Enn e Caldiff tra il 1648 e il 1830.
Percorrendo le odierne via Bolzano e via Val di Fiemme, si notano altri esempi di residenze e palazzi costruiti tra il XV secolo e l’inizio del XX; tra questi, l’hotel Posta, la sede del municipio in stile barocco, la chiesa dei Quattordici Santi Ausiliatori costruita insieme al convento tra il 1618 e il 1621. In direzione della Val di Fiemme, attirano l’attenzione il maso Seeberhof, la casa Recordin, l’edificio scolastico in stile liberty, il palazzo Longo e la residenza Griesfeld.
Sulla via Bolzano si trova il sito archeologico della mansio Endidae e, sempre in direzione di Bolzano, si arriva alla piccola frazione di Villa, con il complesso Klosterhof risalente al XVII secolo, e alla residenza Schloessl che sorge in cima a una collina in un’incantevole posizione in mezzo ai vigneti.
Due sono ancora gli edifici sacri da visitare: la chiesa tardogotica di Nostra Signora in Villa, ammirata in Tirolo per la sua purezza di stile e le pregevoli opere pittoriche e scultoree, alla cui costruzione parteciparono valenti maestri lapicidi del XV secolo. E, fuori del borgo, la chiesetta di San Floriano risalente al XII secolo: recentemente restaurata, mostra elementi architettonici e decorativi di raffinata esecuzione.
L’ultima tappa ci porta in località San Floriano per vedere l’antico ospizio Kloesterle di eretto nel XIII secolo lungo una via di transito importante, per i viaggiatori e i pellegrini diretti in Terra Santa. Attualmente in fase di recupero, diventerà la sede di eventi musicali e teatrali. Si pensa che qui abbia dormito Dürer nel 1494, diretto a Venezia.

Guarda tutti i video sulla pagina ufficiale Youtube de I Borghi più belli d’Italia.

Piaceri e Sapori

Invitano al cicloturismo due belle piste ciclabili: quella che costeggia il fiume Adige e quella che risale il tracciato della vecchia ferrovia per la valle di Fiemme. Per il noleggio bici: www.ebike-dreams.com.
Altri sport praticabili sono il nuoto, grazie alle piscine estive all’aperto, il tennis e, al palazzetto dello Sport, il pattinaggio artistico e l’hockey su ghiaccio.

Attraverso un percorso nella natura si raggiunge la frazione collinare di Mazzon, da cui si ammira la valle fino al lago di Caldaro. Sono visibili, su una rupe di roccia dolomitica, le rovine del duecentesco Castel Caldiff, eretto dai signori di Egna e poi abitato dai baroni di Payr. La zona boschiva nei dintorni è fornita di segnaletica e sentieri numerati, lungo i quali si può sostare accanto a una fontana, un crocifisso, entrare nella trecentesca chiesa di San Michele, riposarsi su un prato o su una panchina. Ci troviamo nel Parco Naturale del Monte Corno, 6500 ettari di verde dal clima mediterraneo compresi nei territori comunali di Trodena, Anterivo, Montagna, Egna e Salorno.
Ai margini della val d’Adige, così fortemente antropizzata, troviamo paesaggi ameni e solitari, ricchi di flora e fauna. La vegetazione è molto varia e tiene insieme il bosco ceduo delle aree temperate con il bosco d’abete rosso delle aree nordiche.
E’ consigliabile un’escursione sulla collina di Castelfeder (Castel Vetere), luogo ricco di storia che vide il passaggio dei Reti e dei Romani. Un altro itinerario interessante è il Sentiero di Dürer: raggiungendo l’abitato di Pochi (Buchholz) fino alla valle di Cembra, si percorre parte del tragitto che il grande artista tedesco fece per recarsi a Venezia.

Museo di Cultura Popolare, tel. 0471 812290, via A. Hofer 50, museum.alltagskultur.neumarkt@gmail.com: ricostruzione storico-antropologica della vita delle genti altoatesine dal Cinquecento a oggi, con allestimento di un ambiente familiare borghese dell’Ottocento.

Kunstforum Unterland, via Portici 26: la caratteristica di questo spazio espositivo è di essere gestito da un forum; la curatrice Brigitte Matthias presenta ogni anno un nutrito programma di mostre d’arte.

Mercatino delle Pulci: terzo sabato di ogni mese, con musicisti e artisti di strada.

Festa di Primavera, maggio: vendita di prodotti biologici e mostra-mercato degli artigiani.

Giornate altoatesine del Pinot Nero, maggio: assegnazione del premio al miglior Pinot italiano.

Mercato dei Santi Pietro e Paolo, 29 giugno.

Laubenfest, inizio agosto: nata nel 1974, la Festa dei Portici è una delle manifestazioni più conosciute in Alto Adige e attira ogni anno migliaia di visitatori.

Festa d’Autunno, settembre: vendita di prodotti biologici e mostra-mercato degli artigiani.

Mercato del Patrono San Nicolò,
6 dicembre.

Mercatino di Natale: con Presepe Vivente nel centro storico e allestimento di un calendario d’Avvento sulla facciata di palazzo Zenobio.

Fusione di cucina sudtirolese, trentina e mediterranea, il menu di questa zona comprende canederli (con speck, formaggio o fegato); Schlutzkrapfen (mezzelune con ricotta e spinaci); polenta con formaggio, spezzatino di carne o funghi; zuppa d’orzo e verdure con pancetta; Gröstl (patate arrosto con pezzetti di carne).
Tra i dolci, ricordiamo naturalmente lo Strudel (impasto di pasta sfoglia o frolla con ripieno di mele, uvetta e pinoli) e quindi gli Strauben (impasto di farina, latte e uova, servito poi con marmellata di mirtillo rosso), i Kaiserschmarren (omelette spezzata in grossi pezzi e arricchita con uvetta); i Topfenknödel (canederli dolci alla ricotta) e i Marillenknödel (gnocchi alle prugne o albicocche con spolverata di cannella).

Dalle uve della frazione di Mazzon, si ottiene un eccezionale Blauburgunder (Pinot Nero). Oltre che per il vino, la piana dell’Adige e le colline intorno a Egna sono note per la produzione di mele.

Ristorazione

Egna, Ristorante Andreas Hofen

Ristorante Andreas Hofer

Sapori tradizionali sotto i portici di Egna.

  Via Delle Vecchie Fondamenta, 21
  +39 0471 812653
  info@hotelandreashofer.com

Ospitalità

Egna, Hotel Andreas

Hotel Andreas Hofer

Albergo storico per un piacevole soggiorno.

  Via Delle Vecchie Fondamenta, 21
  +39 0471 812653
  www.hotelandreashofer.com